lunedì 28 febbraio 2011

Comics overflow

Negli anni di studio  sabaudo avevo una coinquilina, futura manager chimica, che perfettamente sapeva stabilire le priorità: nanna batte pipì, ovvero se hai tanto sonno è più facile che tu te la faccia addosso piuttosto che ti svegli, veloce batte batte nanna sic veloce batte tutto, cioè la “veloce” cioè l’incontenibile attacco diarroico ti sveglia e comunque vince su tutte le altre necessità. Ogni tanto queste sagge parole mi tornano alla mete e la chiave dicotomica come elemento di lettura di molte posizione nella vita alla fine lo trovo  pure utile. Come nel caso che sono a esporvi.

Non sono capace di leggere i fumetti.

Già lo sapete che ho i miei momenti di stranezza e bipolarità, ma qui nulla di tutto questo c’entra, questa è un’ incapacità che riguarda tutte le “me”. Ho l’età giusta per aver attraversato molte fasi salienti per i miei coetanei fumettisticamente parlando. Mi ricordo corriere dei piccoli, Pimpa, Giornalino di Barbie, Topolino, Monello, Diabolik, Dylan dog , Nathan Never , Julia, e manco Andrea Pazienza, tutti i Marvel e i Peanuts -  ho scritto in rigoroso disordine.
Tutti erano presissimi, le ere geologiche cambiavano ma tutti erano presissimi, io non sono proprio fiduciosissima in me stessa, quindi mi dicevo, se tutti lo ritengo bello ?sto leggere i fumetti e io no, mi devo impegnare di più. Bene, mi son fatta dare tutta la collezione di dylan dog da un‘amica e poi i fumetti di un ex moroso marvelista fedele, ma nulla, zero nisba, faticavo e alla fine mi son detta che fare fatica per una cosa che dovrebbe essere piacevole non aveva senso alcuno. Ho capito di avere una tara grave quando ho visto un losco figuro di mia conoscenza alle soglie dell’analfabetismo divorare su una panchina alla fine degli anni ’80 un Diabolik.
Dopo anni e dico anni, l’ho capito il perché, anche grazie alla teoria dicotomica della coinquilina. Non ci riseco proprio, MIB dice che sono tarata, è vero: lo sono. Pensandoci mi sono accorta anche di peggio cioè che se devo “ascoltare” o “vedere” preferisco  vedere, questo spiega il perché poco mi attragga la musica ( lo so lo so ORROREORROREORRORE)  e molto di più il figurativo in generale, non so da cosa dipenda, non è che  a casa mia fossero tutti in contemplazione, anzi la radio pompava in continuo. Credo di aver capito la repulsione da fumetto: non sono capace di mescolare immagini e testo, cioè o leggo il fumetto e seguo il  ritmo del testo o guardo le figure, capendo poco o nulla della storia. Praticamente mi piace leggere i fumetti come un libro di solo testo o guardarli come opere grafiche, ma non insieme tentare di mettere insieme i due livelli mi crea un corto circuito. Troppe informazioni che evidentemente parlano a aree del mio cervello che manco si conoscono.
Per caso qualcuno di voi sa di che malattia soffro?

mercoledì 23 febbraio 2011

Pulp Wednesday


questo è il mio sottoletto, 
 attenuanti: è che  con il cassettone il letto è sollevato da terra solo qualche cm, direi non più di tre.
 aggravanti: ci passa sotto lo swiffer senza troppe difficoltà, da gennaio c'è una signora che fa le pulizie, ma lei ed io non siamo portate per le faccende, lei manco se la paghi

martedì 22 febbraio 2011

la natura è matrigna a me

Vi ho mai detto che non mi piace la natura? è così, ci ho messo anni a capirlo e una casa in una frazione di un paesello. Cercherò di andare con ordine anche se non ci sono portata.
Non è che non mi piacciano gli alberi, i fiori e le meraviglie del creato intendiamoci, sono perfettamente in grado di vederne e apprezzarne la bellezza, ma mi opprimono. Non mi sento a mio agio sento che la natura incombe su di me, mi schiaccia. Tanto per sommare orrore (vostro) a orrore la natura non è per me fonte di ispirazione e meno che mai visto quanto detto prima di rilassamento. Se vado a fare una passeggiata nel bosco, mi irrito al punto da terminare il giro incazzata. E' rimasto nella storia di casa nostra un episodio che vi racconto. Alto Adige, da qualche parte sopra Sarentino in una foresta di pino mugo, MIB guarda estasiato gli immensi alberi, io spalle alla montagna guardo la teleferica che porta a valle i tronchi.
Non sono contemplativa evidentemente. 
Mi piacciono le opere dell'ingegno dove il metro è l'uomo, spiacente arrivo solo fino lì, e poi mi piace la gente, la confusione e perfino la folla, mi piace guardarla, imparare e capire le "cose" degli altri per portarmene via un po'. 
Con la natura non ci riesco. 
Venire a vivere in campagna è stato un errore madornale al quale porremo rimedio nell'anno.

Uff che storia già sentita, ma dillo perchè la tiri fuori ora.

quest'estate ci aspettano 15 giorni in sardegna casa-mare-casa e escursioni (!!), sento già la carogna che monta.

lunedì 21 febbraio 2011

cacavelliadi

I foodblog mi affascinano, sarà, temo, perché gli opposti si attraggono. Non è che non mi piaccia fare da mangiare, ma sicuramente non mi piace farlo tutti i giorni, per fortuna a pranzo in settimana si mangia sempre fuori altrimenti sarebbe un dramma. Per me l’ottimo sarebbe cucinare una massimo due volte alla settimana. Tocca sempre a me perché MIB arriva tardi e aspettate lui e farlo cucinare sarebbe impensabile. Recupera talvolta nel we, più spesso pagando al ristorante.

Ho però una passione per gli attrezzi da cucina, tutti senza esculsione. Una mania come un’altra. MIB lo sa, cioè lo ha capito vedendo la casa debordare di cazzatielle e scarseggiare di cibo. MIB quando mi vuole fare un regalo, spontaneo o dettato dal senso di colpa di trasferte lunghe che mi relegano in fondo alla campagna sola con Puffolomeo o va dall’Erbolario da 100€ alla commessa va al bar a prendere il caffè e torna a ritirare il pacco fatto dall’esperta ragazza che mi rifila tutto quello che di solito nessuno compra oppure negli aeroporti compra oggetti per la cucina. Negli aeroporti si trovano oggetti di design o coltellini svizzeri, visto che se tornasse con un Opinel non sarebbe molto gradito, si sfoga con il design con il medesimo grado di interesse con va dall’Erbolario.

Tutto questo per dire che partecipo al non-contest di Io da grande, con Cheese Slicer – Wire di Eva Solo, praticamente sarebbe "facce vede la cacavella tua"...eccola!!!!!

No dico signore mie affettare il formaggio son il filo tipo polenta non ha prezzo e che dire di un robo che sembra uno stappabottiglie per fare strisce????


 

giovedì 17 febbraio 2011

orientamento: estroverso

Zauberei aveva invitato i propri lettori a fare un test e a inviargliene il risultato, oggi ha pubblicato i chiarimenti e dettagli utili per interpretarsi.
Nel caso del tutto folle vogliate saperne di più su di me ecco il mio profilo
Io adorerei essere così e per molte lo cose lo sono.
Seeeeee come no

Orientamento
Funzione dominante
Funzione d'appoggio
Funzione terza
Funzione inferiore
Tendenza
Estroverso
Intuizione
Sentimento
Pensiero
Sensazione
Percettiva
Questo tipo è motivato dalle novità e dalle possibilità che la sua intuizione riesce a cogliere. È curioso, entusiasta e pieno di interessi. Ha molti amici che lo apprezzano per le sue doti. È empatico, spesso divertente, capace di capire le motivazioni delle persone. È anche sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri che spesso riesce a captare o a anticipare. Generalmente ama circondarsi di persone piuttosto che rimanere da solo. Attribuisce molta importanza al calore dei sentimenti ed è molto leale nei confronti dei suoi amici. È una persona sensibile che rischia a volte di prendere le cose in maniera troppo personale. È sensibile agli elogi di cui ha occasionalmente bisogno. Cerca di evitare le situazioni che comportano delle tensioni: fa fatica a sopportarle, a meno che non riesca a vederle come un problema interessante da risolvere. Ama infatti, come tutti i tipi intuitivi, affrontare e risolvere i problemi. Ai suoi occhi non c'è niente che non abbia una qualche soluzione! È dotato di molta fantasia e immaginazione e riesce spesso a trovare delle soluzioni brillanti e originali. È indipendente e non è un conformista. Difficilmente si lascia impressionare dall'autorità e dalle regole. Anzi, spesso usa la sua creatività per aggirare le regole se le considera inutili o superflue! La sua funzione inferiore è la sensazione. Questa situazione lo espone al pericolo di non avere i piedi per terra. Ha una gran quantità di idee ma può non essere in grado di valutare se sono realistiche e realizzabili. La sua incuranza nei confronti dei dettagli e dei fatti concreti può portarlo a essere disordinato e a non trovare quello che cerca. Non è generalmente una persona precisa. Detesta la routine e le procedure complicate. Appena una cosa diventa ripetitiva, ha tendenza ad annoiarsi. Ha quindi bisogno di variare le sue attività. Appoggiandosi più al sentimento che non al pensiero, questo tipo rischia di non dedicare tempo sufficiente all’analisi dei problemi, saltando troppo rapidamente alle conclusioni e andando incontro a degli errori. Sul piano del lavoro è più adatto ad avviare dei progetti che a stabilizzarli o consolidarli. È comunque spesso una persona molto dotata, in grado di fare bene quello che le interessa. Sul piano delle relazioni di lavoro non incontra particolari difficoltà. È un entusiasta, è interessato ai rapporti interpersonali e sa trattare con le persone.

mercoledì 16 febbraio 2011

Pulp Wednesday



continuo nella mia iniziativa deliziandovi con un dettaglio del cassetto delle posate.


partecipate partecipate che poi mi piglio male e penso di essere la sola in mezzo al casino


e se fosse così?


oddio....

lunedì 14 febbraio 2011

the day after

Sono stata alla manifestazione nella piccola città ai piedi delle Langhe.Eravamo molti, considerate che la città  supera di poco i 30.000 abitanti, c’erano manifestazioni in quasi tutte le altre cittadine del sud Piemonte (Fossano, Mondovì, Savigliano, Cuneo) e che Torino da qui è a un tiro di schioppo.

Qui, da circa due anni c’è un sindaco tendente a sinistra, la cosa più a sinistra che ha visto questa città è un C.N.L.  nel novembre del  ’44.

Sono stata alla manifestazione, molti uomini, bimbi e ovviamente donne, tante. Eravamo molti, ma non una folla, quindi non si è avuto l’effetto esaltazione che ti dà la massa, il fiume umano, ma c’eravamo.

Stavamo tutti in piazza del Duomo, dopo aver attraversato il piccolo centro percorrendo via Cardo. Gli interventi dal palco sono stati come dire un po’ naif, io vengo da una regione che fu rossa, dove chi prendeva la parola aveva fatto la scuola del partito ed erano martelli battenti, colpo su colpo. Qui no.

Lì per lì ci son rimasta un po’ male, ma come ? organizzi una manifestazione e il massimo che sai dire è questa robina qui? Gli uomini non guardano i bimbi/vecchi/casa, le donne non hanno parità salariale, il 1525% delle donne non lavora e via così.

Poi ci ho pensato meglio, e mi son detta cretina, a forza di sentir parlare gente che ha mestiere non vedi più chi ha cuore! queste signore, molte alla prima esperienza politica al comando, hanno organizzato una manifestazione in un “paesone” ricco, borghesissimo e socialmente ipergiudicante.

 Le ragazze ci hanno messo il cuore, hanno voluto presidiare il territorio, dire noi ci siamo, siamo qui pure noi, non ci siamo preparate discorsi di testa, belli, compiuti, ma volgiamo farci sentire dire a tutte le altre altrove contate su di noi perché noi ci siamo cazzo, eccome!!

Sono contenta di essere una di queste ragazze. 

domenica 13 febbraio 2011

perchè ci vado



Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza,
ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era degli uomini arriverà al crollo, 

ma non è questo il giorno! 

Quest'oggi combattiamo, per tutto ciò che ritenete caro in questa bella terra, io vi invito a resistere.

giovedì 10 febbraio 2011

Comfort Food

checazzé?
do you know what it means "scuse per strafogarsi"?
yes i do
quello è signora mia

mercoledì 9 febbraio 2011

Pulp Wednesday



carissimi,
molti blog che seguo hanno lanciato o seguono ammirevoli iniziative, il libro del venerdì, il film del sabato, la foto intimista del nonsoquando. 
Ecco in questo panorama, sereno e disteso vorrei inserirmi con la mia iniziativa personale, scaturita dall'incontro con Farm Mama  suggerito da MammaF, che non mi ha mai visto ma temo mi conosca!
fate una foto al vostro orrore, lo avete, so che lo avete. Non lasciate che il mondo creda che fate crostate, braccialetti con le nocciole, impacchi di topinanbur ai capelli, voglio il vostro lato oscuro, quello che nascondete, quello del quale vi vergognate e per il quale avete aperto un blog buttandoci dentro tutto tranne quello.
Andate e fotografate, vanno bene ragnatele nel bagno, moonboot ammuffiti in garage dall '82, pile di robe da stirare ( che potrebbe diventare un filone a sè) e pubblicate se potete di mercoledì.
perchè mercoledì? perchè mercoledì è il giorno in altomare equidistante dal we passato e futuro, il marasma dovrebbe essere in ebollizione!!!!

Comincio io ovviamente, quello che vedete nella foto è il mio comodino, c'è di tutto, ingrandite, ingrandite pure.
pensvate di essere disordinate e davanti a questa foto vi sentite delle educande perfettine? ottimo

non credi che abbiamo esagerato?

ma piantala va

venerdì 4 febbraio 2011

balla lunga e bedalare !

Ho letto un post, anzi una serie, di post sul tema della “realtà” del blogger, cioè quanto il proprietario dello spazio virtuale ci fa o ci è. Io elaboro alla mia , scusa?, emh nostra ! nostra maniera, e vorremmo estendere il concetto al meraviglioso universo della balla e quindi per forza di cose alla verità, termine orribile che detesto.



Avete sicuramente presente quelli che esprimendo un’opinione, quindi non indicando il cielo dicendo è blu, ma esprimendosi su qualcosa di soggettivo, personale dicono usano come chiusa della frase “è la verità”.



Io sono certa della non necessità della verità in tutti i quei casi dove ferisce e non serve a cambiare la situazione.



Tipo? Tipo tuo marito è un cretino, magari è pure vero e magari lo so pure, ma mi piace, lo amo e non cambierà. Non sarebbe stato meglio dire: tuo marito non mi è simpatico?



Oppure? Tutti quei casi dove porta scompiglio inutilmente, ad esempio sul lavoro, cosa mi frega di sapere di chi è la colpa di tale errore, tanto lo sappiamo tutti pure se non lo sbraiti alla macchinetta del caffè. E per primo lo sa chi la cazzata l’ha fatta, non sarebbe più utile rimediare all’errore piuttosto che la ricerca del colpevole e sua fustigazione in sala mensa? Tanto più che oggi tu domani io?



Potremmo tornare alla faccenda della balla? Certo. Dicimao che io adoro i pallisti, ma li dividerei in pallisti naturali e in pallisti strumentali. Il pallista naturale è colui che riempie i vuoti di una vita un po’ grigia, con aneddoti, episodi falsi, ma lo fa per rendere il racconto più piacevole a se stesso in primis e il risultato è che spesso quelli che lo circondano lo sanno che conta cazzate, ma sono belle colorite, contestualizzate che potrebbero perfino sembrare vita e se il titolare riesce a incasellarle bene te le racconta sempre uguali, perché non le incasella come frottole, ma come vissuto vero, che non è stato, ma sarebbe potuto essere. Il pallista strumentale è quello che ha la capacità di crearsi un mondo proprio e di renderlo così bello a suon di balle da farselo invidiare dagli altri, ma tanto gli invidiosi non sono una buona compagnia e se conti balle per gli altri e non per te risulta uno sforzo sterile.



E quindi? E quindi care blogger se mi raccontate delle palle di cui non mi accorgo bene, se mi raccontate palle di cui mi accorgo, ma mi piacciono, altrettanto bene se raccontate storie per farmi comprare una pirofila, sappiate che per me vi dovete trovare un lavoro perché di pirofile ho piena la casa.



E in questo nostro spazio noi contiamo balle? Io talvolta sì, ma tu sicuramente appena lo faccio mi sputtani, stai qui per questo no? Esattamente.