domenica 27 ottobre 2013

magic and loss

Ci siamo conosciuti tardi, in quegli anni lì il trabiccolo che adesso regge le mie parole non c'era,  per conoscere qualcosa ( o qualcuno ) c'era bisogno di una persona che te la portasse.
Quella persona è arrivata tardi, ma è arrivata, ho avuto una folgorazione per quella che forse non è neppure una canzone, ma in quel momento là erano le parole giuste. 
Poi ho fatto il viaggio a ritroso e sono andata via.


                      "Harry's Circumcision (Reverie Gone Astray)"
Looking in the mirror
Harry didn't like what he saw
The cheeks of his mother, the eyes of his father
As each day crashed around him
The future stood revealed
He was turning into his parents
The final disappointment

Stepping out of the shower
Harry stared at himself
His hairline receding, the slight overbite
He picked up the razor to begin his shaving and thought
"Oh, I wish I was different.

I wish I was stronger
I wish I was thinner
I wish I didn't have this nose
These ears that stick out remind me of my father
And I don't want to be reminded at all."
The final disappointment

Harry looked in the mirror thinking of Vincent Van Gogh
And with a quick swipe lopped off his nose
And happy with that he made a slice where his chin was
He'd always wanted a dimple
The end of all illusion
Then peering down straight between his legs
Harry thought of the range of possibilities
A new face, a new life, no memories of the past
And slit his throat from ear to ear

Harry woke up with a cough
The stitches made him wince
A doctor smiled at him from
Somewhere across the room

"Son, we saved your life
But you'll never look the same."
And when he heard that, Harry had to laugh
And when he heard that, Harry had to laugh
Although it hurt, Harry had to laugh
The final disappointment




giovedì 24 ottobre 2013

mille e non più mille !



Chiamatemi Ismaele.
 Era una notte buia e tempestosa.

dai, diciamolo, gli incipit migliori sono già tutti presi.

correggetemi se sbaglio , e voi mi corigerete lo so, ma la storia siglata d.C. significa dopo Cristo, anno zero.
Ma prima che anno era? il 999 ? e quindi dopo parte il reset tipo numero in macelleria? son domande, pensateci. Anno zero, i bambini sopra la cornicetta sulla loro graziosa pergamena o tavoletta di argilla scrivevano gg/mm/00, tipo la farina.

Ma poi uno si abitua a tutto e giù imperatori, su barbari, orde di gente che corre di qua altri che vanno di là. 
Editti, corone di ferro, eremiti sulle colonne, dinastie Hing Hung Hang, i Gupta, gli antichi egizi muoiono tutti e vengono sostituiti da egizi nuovi di zecca dopo adeguato casting. 
Martellate a Poitiers e 1500 anni per avere un kebab. Pipino il Breve, che per rifarsi suo figlio lo fa Magno.

Poi qualcuno da qualche parte, per fare il figo se ne esce che ha letto un libro. 

See vabbè è arrivato il fenomeno e dicci un po' bello de mamma come finisce 'sto libro? 

L'apocalisse

ah ! e checazzè ?

la fine di tutto, e un amico di mio cuggino Valfredo da Rocca di Pizzo Papero, ha sentito una tipa dire "mille e non più mille" alla fiera dell'Est. 

Panico. Gente che si tocca i maroni, chi sta in ginocchio sui ceci, chi si vorrebbe fare l'ultima sigaretta, ma non si può e i santini vanno a ruba. I Maya che ridono perchè loro sì che la sanno la data giusta!

31/12/999 mezzanotte

gente che ha dilapidato una fortuna e ha invitato al cenone mezzo paese, mogli che si dichiarano agli idraulici, idraulici che si dichiarano ai mariti, suocere prese a calci in culo, greggi restituite alla vita libera, latifondisti presi a sputi in faccia, macchie sulla tovaglia di Fiandra e chi se ne fotte, rutto libero e conto alla rovescia

5...4...3..2..1

un cazzo.

domani tocca andare a lavorare e ripulire 'sto casino, la profezia non intendeva 1000 ma 2000 (certo, come no). La gente dice che le cose d'ora in poi andranno soltanto meglio, ah signora mia se se ne sentono di cazzate, accontentiamoci della rotazione triennale dei campi, a prosito, donna Matilda di Saltafosso e Tispingo, lei i germogli di erba medica li mangia?



e in tutto questo casino in Australia non hanno fatto altro che suonare il didgeridoo per altri settecento anni.



idee a cazzo per festeggiare un 1000, al 2000 qualcuno compri i babà.

mercoledì 9 ottobre 2013

"non siete altro che un mazzo di carte" ovvero #strettchaps



Una volta al lavoro mi chiamò un cliente imbufalito, aspettava un mio collega, quello non si era presentato all'appuntamento e manco aveva avuto la decenza di avvertire nessuno. 
Ricoprivo il ruolo di coordinatore e richiamai il collega, si giustifico dicendo che non aveva trovato l'azienda.
L'azienda era un edificio enorme su una strada statale in prossimità di una rotonda con montata sopra una scritta con la ragione sociale gigantesca, azzurra, credo fosse visibile dalla luna insieme alle piramidi.
Replicò che " alle volte le cose molto grandi non si vedono da vicino, esattamente come le piccole sembrano enormi ", nice try man, you're fired.

Resta di tutto questo una grande verità, alle volte stiamo con il naso appiccicato ad una cosa e questa cosa ci sembra immensa, assoluta. La " cosa " non deve essere necessariamente qualcosa di negativo, un problema, ma anche positiva, qualcosa che ci coinvolge, che ci prende, che ci piace. 
E via dietro al bianco coniglio.

E' talmente coinvolgente quella cosa che ci stiamo con il naso schiacciato lì, ci occupa tutto il campo visivo e diventa il nostro mondo, e il mondo - come ogni mondo che si rispetti - ha le proprie dinamiche e i propri attori, il prete, il farmacista, il sindaco, il barista, la santa, la zoccola, il puttaniere, il perfetto e via di seguito.

E' un mondo rassicurante perchè conosciamo chi lo abita, sappiamo cosa fanno tutti e come reagiranno agli eventi. Dopo un po' annoia, si torna sulla piazza, si espone un po' di mercanzia e qualcuno ci tira dentro un altro mondo, si è gli ultimi arrivati e agli ultimi tocca fare il caffè, ma lo facciamo perchè prima o poi ci inviteranno a sedere in salotto a chiacchierare e allora sì che svolteremo. Arriva quel giorno, non siamo ancora sul sofà ma solo a fare tappezzeria, e scopriamo che le chiacchiere sono le stesse e chi sembrava un inarrivabile fine pensatore in realtà è un arrivabilissimo mediocre con la giacca di lustrini.

Fermo restando che gli altri ci annoiano quanto noi annoiamo loro e che sicuramente molti sopravvalutano la propria presenza nella vita degli altri, proviamo a togliere l'occhio dalla toppa

se facciamo un passo indietro si vede la porta 
se ne facciamo due vediamo il muro
tre e si vede tutta la stanza 
quattro siamo fuori
cinque e voltandosi si rivede il mondo


Alice: "Per quanto tempo è per sempre?" 
Bianconiglio: "A volte, solo un secondo.

una di quelle letture che dovrebbe essere perpetua durante la vita



martedì 8 ottobre 2013

Bake Off, mode on

Un'amica mi ha invitata a seguirla nella visita ad un set televisivo. Per le imperscrutabili vie del web capita anche questo, quindi partenza per Milano.

Un gruppo di food blogger accolte da una responsabile della rete che manderà in onda il programma, RealTime, scortate fino a Villa Arconati.



La villa imponente nella campagna appena fuori Milano è decisamente fané, ospitava i camerini e gli uffici della produzione durante la lavorazione del programma, un posto stupendo per chi è abituato a stare in una roulotte.



cosa sono andata a vedere?

il set di BAKE OFF ITALIA appena finito di girare e in onda
su RealTime prossimamente.





cos'è?
Un talent cooking, 9 aspiranti pasticceri in gara, il vincitore diventerà il "miglior pasticcere amatoriale d'Italia" e pubblicherà il suo libro di ricette. 
Si tratta di un talent show dedicato alla cucina dei prodotti da forno, il bakery.
Il format giunto terza edizione in Gran Bretagna (BBC) e con successo e seguito incredibili in mezzo mondo (Australia, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Norvegia, Polonia, Svezia, Ucraina, Stati Uniti)


come funziona?

Due diverse sfide ogni puntata. 
La prova di creatività: i concorrenti creeranno un dolce / torta liberamente secondo il loro gusto personale e utilizzando la propria ricetta. I giudici valuteranno aspetto e gusto senza dare un voto o una preferenza, ma un semplice giudizio e commentando il lavoro dei concorrenti. La prova Tecnica: i concorrenti dovranno eseguire una specifica ricetta in un tempo stabilito, grandi classici quali meringa, soufflè, muffin, torte... Qui dovranno mostrare tutta la loro abilità tecnica e manualità. I giudici giudicheranno al "buio" - blindtesting - le loro preferenze determineranno la classifica dal peggiore al migliore e solo allora scopriranno chi ha preparato ogni piatto, al termine di sfida i giudici elimineranno il concorrente peggiore.


chi conduce?
Benedetta Parodi, che mi dà tanta sicurezza, perchè la Benny ti rimanda subito l'idea di una signora ragazza seria, che non si pone come fenomeno del fornello, noi potremmo essere lei e questo già mi rilassa sul tono della conduzione, niente " hai fatto tu quasto? " o " it's raw !!! ". 
Sarà l'occhio di noi scongelatrici compulsive!


chi sono i giudici ? curiosi eh ?

ERNST KNAM, il re del cioccolato. 
CLELIA D'ONOFRIO per anni il Direttore editoriale del prestigioso "Cucchiaio d'Argento".


e il set?

ah signore mie, la cucina delle bambole, il sogno neppure troppo segreto di tutte. Shabby chic come se piovesse, deliziose tazze, alzatine e mug a perdita d'occhio. Il set non era dentro la villa, ma fuori nel bellissimo recuperando giardino di Villa Arconati, una struttura leggera con pareti trasparenti che connettono interno ed esterno, coniugando quindi il calore di un gesto familiare per tutti, sfornare una torta, con la brillante e totale semplicità di un prato verde. 




quando ?

a novembre in Italia su Real Time, digitale terrestre free Canale 31, Sky Canali 124, 125 e in HD, TivùSat Canale 31.


cosa abbiamo fatto? 

semplice, ficcanasato ovunque, fatto domande a tutto spiano. Le chiacchiere mica le abbiamo fatte in piedi sedute sulle scale, ma sedute ad un delizioso tavolino, quello dove Parodi e i giudici vedrete, faranno gran consiglio e volete che non ci fosse 'na cosetta da smangiucchiare?



era presente l'assistente di Ernst Knam, Davide
Viziate come le regine, dolce e salato a profusione.
ah abbiamo sdoganato il doggy bag.



questo post non è stato richiesto, sono in debito di cortesia e zucchero.







martedì 24 settembre 2013

onicologico post



E’ autunno

Siamo tutti tornati dalle vacanze, ma c’è  qualcosa di più odioso dell’accompagnare i figli a scuola attraversando la bolgia infernale di amorevoli mammine, più tremendo di rivedere il faccione del capufficio rompiballe, peggio del tram affollato pregno di umanità maleodorante.

Rimettere le scarpe chiuse.

Frotte di unghiste – come si chiamano quelle che ti smaltano le unghie che manco alle carrozzerie di Mirafiori ? – che vanno a gettarsi al fiume per il dolore del dimezzamento degli incassi, ché diciamolo in inverno si fanno la pedicure solo quelle che hanno un fidanzato nuovo, e signora mia con la crisi ( di fidanzati ) che c’è !

Dopo mesi passati inforcando flipflop e sandali, è finita l’ora d’aria, tocca rimettere in scarpiera tomaie compiute. La procedura è lunga e dolorosa, intanto è necessario capire dove diavolo siano le scarpe che usavamo a Maggio, e poi il piedino da gheisha di gennaio a settembre ha una larghezza di pianta tipo hobbit, dunque che fare?

Intanto bisogna togliere lo smalto, paura eh? Avete visto che là sotto adesso ci sono gli artigli? per un attimo avete creduto che la storia che si cresce fino a 30 anni fosse vera, invece erano solo unghie. 

Armatevi di tagliaunghie e tornerete dal 42 al 38. 

La mattina successiva alla pedicure domestica infilerete  una giacchina di pelle profumata di naftalina, lo so volevate tirarla fuori giusto il prossimo week end ma la natura vi ha precedute, e  tira pure sulla panza, maledetto spritz.

Inforcherete le ballerine, imparerete il significato del termine chanzu.

Camminerete dondolando fuori e cristonando dentro, maledicendo le infradito, spergiurando che mai, mai più, passerete l’estate a piede libero, l’anno prossimo a Visarbella ci andrete con i mocassini cadesse il mondo. Incontrerete colleghe e amiche “instabili” come voi, ne parlerete e ci saranno solo sguardi complici e comprensivi, con scambi di occhiate fiammeggianti di odio  al comparire di quella dell’ufficio paghe arrampicata su open toe da 12 cm.

Sedute alla scrivania o in piedi dietro il bancone penserete per un attimo di sfilare la vergine di ferro che vi tortura il piede, sollevando il tallone capirete che state per commettere il più grande errore della vostra vita.  Se la sfilate non la rimetterete più, il piede diventerà come quello della Sora Lella, sarete obbligate a fingere una improbabile storta per giustificare l’aver trasformato la ballerina in una ciabatta piegandone il fondo. 
Non ci crederà nessuno, ma avranno pietà di voi.

Sulle riviste vedrete solo pubblicità di sottopiedi, cerotti paracalli creme emollienti e trattamenti podologici intensivi, non è l’invasione degli ultracalli è solo arrivato l’autunno, cadono le foglie e si chiudono le scarpe.